L’etichetta apposta sui prodotti alimentari non è mai un mero obbligo formale. La sua realizzazione, compilazione e applicazione non è l’assolvimento di un dovere fine a sé stesso. Il rispetto delle normative è il mezzo, il fine è un altro: comunicare con il cliente. Nel corso degli anni l’etichettatura dei prodotti alimentari ha conosciuto importanti cambiamenti, tutti orientati a fornire al consumatore le informazioni di cui ha bisogno per scegliere correttamente il prodotto da portare in tavola. Per questo motivo la normativa di riferimento è molto ampia ed esistono precisi obblighi e doveri per le imprese del settore. Obblighi e doveri che, se non rispettati, comportano sanzioni più o meno importanti. Per evitarle e per preservare la reputazione delle imprese agroalimentari, vediamo come pensare correttamente l’etichettatura dei prodotti alimentari.
I principali obblighi normativi per garantire la conformità delle etichette
Partiamo, appunto, dalle norme. A livello europeo dobbiamo fare riferimento a:
- Regolamento (UE) n. 1169/2011 – Sulla fornitura di informazioni sugli alimenti ai consumatori
- Regolamento (CE) n. 1924/2006 – Sulle indicazioni nutrizionali e sulla salute fornite sui prodotti alimentari
- Regolamento (UE) n. 2018/775 – Sulla specifica le modalità di indicazione del paese d’origine o del luogo di provenienza dell’ingrediente primario di un alimento
- Regolamento (UE) n. 2025/40 – Sui nuovi requisiti per rendere gli imballaggi più sostenibili, riciclabili e riutilizzabili
Il Regolamento (UE) 1169/2011 rappresenta il fondamento su cui si basa l’attuale sistema di etichettatura alimentare in Europa. È qui che vengono definiti gli elementi minimi da riportare in etichetta: denominazione dell’alimento, ingredienti, quantità, data di scadenza, condizioni di conservazione, origine e dichiarazione nutrizionale. A questi si sommano, per specifiche categorie, indicazioni aggiuntive stabilite da normative nazionali. In Italia possiamo segnalare:
- Decreto legislativo 231/2017 – Disciplina le sanzioni per la violazione delle disposizioni in materia di etichettatura
- Decreti interministeriali sull’origine degli alimenti
- Legge 108 del 4 agosto 2022– Con le misure per contrastare le pratiche commerciali scorrette e il cosiddetto greenwashing
Uno degli aspetti più delicati dell’etichettatura dei prodotti alimentari riguarda l’obbligo di evidenziare gli allergeni, che devono essere evidenziati con appositi accorgimenti grafici. Sul fronte dell’origine, il legislatore italiano ha confermato fino al 31 dicembre 2026 l’obbligo di indicare la provenienza di materie prime per prodotti come pasta, riso, conserve di pomodoro, latte e carni.
Il rischio delle sanzioni
Le sanzioni hanno l’obiettivo di evitare che le norme vengano violate e possono avere per le imprese del settore un impatto non indifferente. In Italia, per esempio, quelle pecuniarie possono superare i 40.000€. Ma l’aspetto economico è solo uno degli elementi da valutare. Violazioni come la mancata indicazione di un allergene non comportano solamente il pagamento della multa, ma rappresentano anche un serio danno reputazionale.
Le conseguenze oltretutto non si esauriscono qui. Una “semplice” irregolarità sull’etichetta può bloccare la distribuzione del prodotto, costringere l’azienda a ritirarlo dal mercato e generare gravi danni di immagine. La fiducia costruita con clienti, consumatori e partner commerciali può andare persa in poche ore, con conseguenze difficili da recuperare.
In uno scenario del genere, la conformità normativa (la cosiddetta compliance) non è più solo una questione legale, ma diventa quindi una componente essenziale delle strategie aziendali. Non basta rispettare le regole. Serve integrare la compliance all’interno di tutti i processi, dalla progettazione del packaging alla comunicazione commerciale, coinvolgendo in modo coordinato il reparto legale, il marketing, il controllo qualità e l’area ricerca e sviluppo.
Un caso emblematico riguarda i cosiddetti green claim, cioè le dichiarazioni riportate nell’etichetta o sul sito web che fanno riferimento alla sostenibilità ambientale del prodotto o dell’imballaggio. Frasi come “eco-friendly”, “a basso impatto” o “100% riciclabile” possono influenzare positivamente la percezione del consumatore, ma solo se supportate da evidenze verificabili. In caso contrario, l’azienda rischia di incorrere in segnalazioni, procedimenti per pubblicità ingannevole e perdita di credibilità.
Per questo motivo, oggi è indispensabile documentare in modo rigoroso ogni affermazione ambientale riportata in etichetta, anche attraverso analisi di laboratorio, certificazioni indipendenti e riferimenti trasparenti. Un’informazione chiara, veritiera e dimostrabile non solo riduce il rischio normativo, ma rappresenta anche un’opportunità per comunicare in modo più efficace e responsabile.
L’obiettivo di una comunicazione alimentare corretta
Come abbiamo detto, l’etichetta e il rispetto delle norme nella sua compilazione sono il mezzo per raggiungere il fine della comunicazione con il cliente. L’etichettatura, quindi, tutela il consumatore (che ha diritto a ricevere informazioni veritiere, leggibili e facilmente comprensibili) ma favorisce anche una concorrenza leale, impedendo che messaggi ambigui o fuorvianti alterino il mercato.
Quello che in molti vedono come un fastidio burocratico da assolvere, in realtà può diventare un’opportunità capace di produrre valore. Ed è qui che entra in gioco il ruolo della consulenza.
Il valore di una consulenza preventiva e puntuale
Spesso si è soliti pensare al consulente in materia di etichettatura alimentare come al professionista che compila documenti e scartoffie al posto del responsabile dell’azienda agroalimentare. Questo può essere parte del suo lavoro, ma il cuore dell’attività è quella di consigliare l’imprenditore. La consulenza che “sbriga le pratiche” risolve solo parzialmente il problema, perché risponde a un’esigenza limitata, senza prospettiva e senza tenere conto delle reali esigenze di quell’attività.
Esigenze che sono legate anche al continuo aggiornamento delle normative in materia e delle questioni legate all’etichettatura alimentare. Un supporto specialistico consente non solo di evitare sanzioni, ma anche di anticipare scenari futuri.
Molto spesso, infatti, le norme cambiano rapidamente. E in quei casi non basta avere un manuale o un documento compilato. È importante poter intervenire tempestivamente. Così da evitare multe potenzialmente elevate o rischi ben più gravi. I servizi di consulenza possono essere molto diversi tra loro. Da quelli che si limitano a mettere un segno di spunta tra le cose da fare e quelli che, invece, seguono l’azienda sulle specifiche necessità, offrendo soluzioni più efficaci perché pensate per quella precisa realtà, in quello specifico momento storico.
Una consulenza diversa da tutte le altre
Un aspetto spesso sottovalutato in materia di etichettatura alimentare riguarda la natura profondamente personalizzata della consulenza. La redazione di un’etichetta alimentare non è mai un’operazione standard e replicabile in maniera automatica senza un’analisi approfondita della realtà e del prodotto specifico. La realizzazione dell’etichetta, infatti, necessita di una conoscenza puntuale del prodotto, delle sue caratteristiche e delle normative specifiche che disciplinano quel particolare settore.
Oltre al quadro generale definito dal Regolamento 1169 del 2011 di cui abbiamo già parlato, esistono numerose disposizioni verticali come quelle sui prodotti da forno o sulla pasta che impongono requisiti ulteriori.
Per essere davvero efficace, quindi, un’etichetta deve nascere da un’attività di analisi che comprende il profilo merceologico dell’alimento, gli obblighi di legge e ciò che l’azienda desidera comunicare al consumatore finale. Questo approccio consente non solo di garantire la conformità normativa, ma anche di valorizzare il prodotto e posizionarlo correttamente sul mercato.
È proprio per questo che la consulenza non può essere affidata a una sola figura. Un lavoro accurato richiede la collaborazione tra competenze diverse, dal legale al tecnologo alimentare, dal controllo qualità al marketing, così da ottenere un risultato completo, coerente e capace di rispondere alle esigenze reali dell’impresa. Ed è questo l’approccio che offriamo a ogni azienda del settore che vuole, tramite l’etichettatura, non solo assolvere a un dovere, ma cogliere un’opportunità importante di crescita.